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La fantasia e le “provocazioni digitali” nelle fotografie di Paolo Sapio

Solare ed allegro con un sorriso da ragazzino ed un entusiasmo travolgente lo rende simpatico a quanti abbiano avuto il piacere di conoscerlo. Giovane, dinamico e “fresco” esattamente come la fotografia che lo rappresenta e che mostra agli altri. Un mix di innocente provocazione (paradossale a dire il vero), tecnica, innovazione e postproduzione al limite tra la fotografia ed il cartoons.

Paolo Sapio, classe ’79, originario di Napoli ma vero e proprio nomade della fotografia vive un po’ qui ed un po’ lì a seconda dei momenti, dell’ispirazione, delle opportunità di lavoro, dell’umidità ecc…Attualmente è segnalato in Spagna ma non ci meraviglieremmo se al momento della pubblicazione dell’articolo si dovesse trovare in Jamaica o in Alaska. Lui segue l’ispirazione e la fotografia e non viceversa e questo lo porta a non mettere radici poiché, immagino, per lui diventerebbero un vincolo ed un ostacolo alla sua grande passione.

E’ felice di poter ammettere candidamente di essere un “fotografo”, di vivere di fotografia e per la fotografia. Sogno, questo, che insegue dal 1988, anno in cui inizia a smanettare col suo primo pc giocando a fare il grafico e che inizia a concretizzarsi nel 2001 quando cioè, senza esitazioni decide di tuffarsi totalmente nel mondo della fotografia digitale. La sintesi appunto tra grafica computerizzata e fotografia danno vita alle sue straordinarie immagini, che altro non sono se non lo specchio delle sue sensazioni e risultato delle sue fantasie, talvolta irriverenti, molto spesso stimolanti e pungenti metafore dei giorni nostri. Giorni vissuti a volte con disagio da chi, come lui, ancora con stupore si meraviglia di quanto si dia più spazio alle cose sbagliate anziché a quelle giuste. Un contestatore convinto ed educato, una sorta di sessantottino fuori tempo massimo e con strumenti e mezzi da personaggio venuto dal futuro.

A differenza di molti altri “figli del digitale” lui reputa il foto-ritocco un “mezzo” per arrivare al risultato prefissato e non “il fine” ultimo delle sue elaborazioni. Le sue immagini partono da lontano, dai meandri più inquieti della sua mente fantasiosa, per poter giungere agli altri esattamente come le sognava, passando per fasi preparatorie complesse, ripetute sessioni di scatto ed elaborazioni digitali estremamente accurate.

Professionalmente si ritiene ancora abbastanza acerbo, ed a trentuno anni s’immagina decisamente ben lontano dall’essere arrivato. La sua umiltà lo porta ad essere curioso ed a cercare in continuazione risposte alle sue tante domande al solo fine di poter, giorno dopo giorno, crescere ed imparare sempre di più. Ma chi si confronta con le sue immagini (www.paolosapio.com) comprende di trovarsi di fronte ad opere che di acerbo ed immaturo hanno ben poco, sia dal punto di vista realizzativo che da quello concettuale. Le foto cui si sente più legato a che sintetizzano in maniera esplicita ed esaustiva il suo talento sono indubbiamente: “Cambiamenti” (una sorta di autoritratto polemico…); “Chiaro Amore Raccolto”; “Non C’è Pietà”; “Abbraccio D’Amore”.

Paolo è un ragazzo sempre proiettato verso il futuro considerandolo nient’altro che il presente che lui stesso sta vivendo. Non chiede di meglio che fare ciò che sta facendo e non s’immagina domani diverso da oggi. Questo è il suo futuro e questo tende a vivere con entusiasmo e tanta voglia di fare. Non ha mai dato peso all’attrezzatura, all’ottica, alla fotocamera, ai software per la elaborazione delle immagini o alla potenza dei computer. La sua forza è insita nella sua testa, nella sua fantasia. La sua dote è nel suo essere sempre originale. Nel suo essere sempre innamorato…

a cura di: salvatorealtobelli.it
tratto da: bloq.it